giovedì 24 marzo 2016

Tempo di primavera

Tempo di primavera.
Tempo di panni stesi fuori ad asciugare, di finestre spalancate, di vicini che gettano occhiate distratte all'interno di quelle stesse finestre -e tu fai lo stesso con le loro-. Tempo di maglioni nelle scatole e magliette leggere da tirar fuori. Tempo di "cambio degli armadi".
Tempo dei primi gelati della stagione, di nuvole come spugne bianche e cielo terso. Tempo di giornate che si allungano.
Le gemme che diventano timidi fiori. La magnolia in giardino -adesso è bianca, tra poco sarà lilla-. Le corolle che si aprono, tutte insieme, come un concerto.
Non è ancora il tempo di spegnere del tutto i caloriferi, ma almeno è il tempo di abbassare la loro temperatura. Tempo di insalate con pomodori e mais. Basta lenticchie.
Tempo di primavera. Tempo di attesa.
E l'attesa ha quello stesso sapore di ogni anno, di mele ancora acerbe; è come l'abito che vorresti indossare ma non puoi, perché è ancora appeso al filo del bucato: ondeggia, quando la brezza lo accarezza, poi torna falsamente statico.
Questa è l'attesa: la staticità di un abito che impiega troppo tempo per asciugarsi.

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