lunedì 19 gennaio 2015

Il genere letterario

"Cosa vuol dire scrivere un libro? Prima di tutto: aver letto moltissimi altri libri, averli assimilati.
Non solo: ci vuole anche una straordinaria memoria.
(...)
Scrivere è un uso abnorme, quasi malato della memoria."
-da un'intervista a Susanna Tamaro, accusata di plagio-


Sono più che d'accordo. Scrivere significa aver saccheggiato tantissimi altri libri e averli riuniti tutti nella tua personale Caverna di Aladino.
Quanto allo scrivere un romanzo storico, poi...

Si è dibattuto molto sul "genere di appartenenza" di Rya - La figlia di Temarin. Fantasy? Storico? Storico-fantasy? Ogni etichetta ne sviscerava un aspetto, tralasciandone però altri.
Vi tolgo subito le illusioni.
Ecco cosa NON troverete in questo romanzo:
non troverete gli elementi del fantasy puro: nessun evento soprannaturale, nessun elemento fantastico. Siamo quanto di più distante da Tolkien, tanto per intenderci.
Non è il mio mondo, non sono a mio agio nel muovermi tra elfi, folletti e streghette.
Senza dubbio, senza l'amore per le letterature romanze e senza il sostegno dei volumi di Jacques Le Goff,  Rya non avrebbe mai visto la luce. Ugualmente, mi rendo conto di non possedere il bagaglio necessario per scrivere un volume appartenente in toto a questo genere. E io credo che non si debba mai mentire al lettore.
Scrivi e racconta solo ciò che conosci: è una massima scolpita sulla mia personale Stele di Rosetta.


"Corso era un mercenario della bibliofilia; un cacciatore di libri su commissione.
E' un mestiere che implica le dita sporche e la parola facile, buoni riflessi, pazienza e molta fortuna.
E anche una memoria prodigiosa, capace di ricordare in quale angolo polveroso di un negozio
di libri usati riposa quell'unico esemplare
per cui qualcuno è disposto a pagare una fortuna."
Il club Dumas, Arturo Pérez-Reverte


L'ambientazione è medioevale.
Un basso Medioevo, già a cavallo col Rinascimento per quanto riguarda la vita di corte.
Ho tentato, quanto più possibile, di rimanere fedele alla realtà storica.
Il mondo di Rya non è un mondo fatato di delicate principesse, Midons cortesi e cavalieri dalla lucente armatura; è un mondo nel quale un'infreddatura costituisce una minaccia per la salute. Un mondo di odori forti e il più delle volte spiacevoli -corpi non lavati, sudore, ferro e cavalli-.

La genesi del libro è stata lunga proprio in virtù delle tante ricerche effettuate. Anni di letture in biblioteca, di viaggi nei luoghi che sapevo avrebbero potuto aiutarmi a costruire, tassello dopo tassello, l'universo reale di Rya.
Gran parte del primo volume si svolge all'aria aperta, perché incentrata sul viaggio di Rya e Nemi verso il regno di Idrethia.
Il mio grazie, allora, va a un particolare trattato di botanica scovato quasi per caso sugli scaffali polverosi di una biblioteca: le piante -medicinali e non-, i fiori e i germogli che incontrerete nel cammino dei due protagonisti hanno tutte una precisa ragione per essere lì, proprio in quel punto, proprio a quella latitudine.

Scrivere è un viaggio, è proprio vero.
Un viaggio che comincia ben prima dell'azione fisica di "sedersi al tavolo con la penna in mano".
Un viaggio che comincia ben prima della Storia che hai in mente di raccontare.
A te, lettore... Buon Viaggio!
Tieni gli occhi aperti. Nulla è come sembra. Non allungare la mano, non sfiorare quella pianta: è bella da vedersi, ma così velenosa! Tieniti stretta in vita la bisaccia, non parlare con gli sconosciuti. Non bere l'acqua di quel ruscello. Copriti bene, ché fa molto freddo.
Tieni i nervi saldi.
E goditi il paesaggio.



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